La storia di Pasquale Longobardi è un ragazzo sordomuto, campione disabile di karate: ma lo stato Italiano lo discrimina

Pasquale è un ragazzo sordomuto praticamente dalla nascita.
Sin da piccolo ha primeggiato nel karate insieme ai “normo udenti” e nel corso degli anni si è rivelato un vero e proprio talento, arrivando a vincere nelle categorie giovanili della FIJLKAM, la Federazione Italiana Judo Lotta e Karate. Quella dei “normodotati”, per intenderci. Il papà di Pasquale, Giuseppe Longobardi, racconta a Fanpage.it una storia di “normale” discriminazione. Nonostante il figlio ventenne abbia vinto diverse volte il Titolo Italiano nelle varie categorie giovanili, diverse gare internazionali fino ad arrivare ad essere convocato e portato (primo caso in assoluto) ai Campionati Europei Cadetti/Juniores dove ha ottenuto un ottimo 5° posto, nonostante la sua carriera sia da tesserato agonista con i cosiddetti “normodotati”, rischia di veder svanire il suo sogno di continuare a gareggiare ad alti livelli, a causa di uno Stato – l’Italia – che vede gli sportivi disabili come atleti di serie B. Compiuti 21 anni, infatti, tutti gli atleti di sport definiti “minori” che fanno attività agonistica ad alti livelli possono entrare a far parte dei gruppi sportivi di Forze Armate o di Forze di Polizia, l’unico modo che in Italia esiste per continuare l’attività agonistica. Ma il percorso è precluso ai disabili, anche se gareggiano – e vincono- con quelli che non lo sono.

 

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