Il Bambino Arrivato da Lontano è Sordo ma … “Le Mie Mani ti Parlano”

L’arrivo di un nuovo bambino nella classe comporta sempre un determinato processo di integrazione che nasce dalla collaborazione tra insegnanti e bambini.

L’integrazione risulterà anche più problematica tanto più le differenze culturali, linguistiche o sociali possono essere marcate.

Che dire allora dell’esperienza di un bambino arrivato dal Marocco e che è sordo?

L’impatto è senza dubbio molto forte e il bimbo si trova in una bolla di isolamento che gli impedisce di interagire con gli altri.

Eppure i bambini, la loro forte esigenza comunicativa e a volte la loro capacità di andare al di là di pregiudizi e limitazioni oggettive, dà loro la forza per andare oltre.

I bimbi capiscono che il loro compagno sente con il cuore, come loro, la voglia di giocare ed esprimersi e capiscono che lo fa solo in un modo diverso.

L’esperienza di questi ragazzi di una scuola secondaria di primo grado di Cunardo, un piccolo comune montano in provincia di Varese, diventa un’avventura incredibile dove i ragazzi dotati di normale udito scoprono di poter sentire ciò che non avrebbero mai pensato!

In collaborazione con alcune docenti e un insegnante di Lis (la Lingua Italiana dei Segni), i bambini apprendono questo modo di comunicare e si mettono in gioco per aiutare il loro nuovo amico a socializzare.

Da questa bellissima storia nasce anche un cortometraggio che la classe 1°B progetta, gestisce e realizza per condividere il percorso fatto.

«Per realizzare il video – hanno commentato le insegnanti – i ragazzi si sono ispirati alla loro esperienza reale legata alla vita quotidiana di classe. Dalle immagini, emerge il desiderio di infrangere la barriera del silenzio e scoprire che ci sono modi diversi per comunicare con persone speciali».

Nel video viene ricostruita la storia magica di questa integrazione e l’apprendimento dei rudimenti del linguaggio dei segni. 

L’occasione è stata anche quella di sensibilizzare le persone rispetto al riconoscimento di questo linguaggio come vera lingua, a tutti gli effetti, un gesto concreto per farla conoscere e “rompere il silenzio” supportando il diritto di comunicare che appartiene a tutti.

La Lingua dei Segni infatti non è riconosciuta ufficialmente nel nostro Paese come invece già avviene in 44 paesi del mondo.

La convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità del 2006 riconosceva la Lis, promuovendone l’acquisizione e l’uso ma, nonostante la ratifica italiana, poi è venuto a mancare il riconoscimento ufficiale nel nostro paese.

Il cortometraggio di questi intraprendenti ragazzi, dal titolo emblematico “Le mie mani ti parlano”, si è anche aggiudicato il premio del pubblico della decima edizione del festivalCortisonici ragazzi, una rassegna di produzioni cinematografiche dedicate ai ragazzi.

 

 

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